

Novecento
Il Novecento è il secolo che ha visto trasformare Colle da borgo agricolo-artigiano a città manifatturiera, attraversata da migrazioni, fabbriche, lotte sociali e nuove forme di vita urbana. È un’eredità di lavoro, fatica, creatività e comunità, narrata e animata da figure come Romano Bilenchi e Mino Maccari, riflessa nelle architetture di Michelucci e Nouvel. Colle usa il Novecento come lente per interrogare il proprio passato e immaginare un futuro che tenga insieme identità, lavoro e qualità della vita.
Cavallo
«D'argento alla testa e collo di cavallo, di rosso, allumata di argento con la pupilla di nero...»
Lo stemma di Colle di Val d’Elsa raffigura una testa di cavallo rossa in campo bianco, richiamo diretto alla storica centralità di questo animale nel territorio senese. Il cavallo, compagno di viaggio lungo la Via Francigena, ha avuto un ruolo cruciale nella vita economica, culturale e militare della città. Simbolo di forza, lealtà e movimento, trova la sua massima celebrazione nel Palio di Siena, tradizione secolare ancora viva che testimonia un legame profondo con la storia e l’identità del territorio, sia nobile che rurale.

Fabbrica Cultura Festival: tre giorni per vivere insieme la candidatura
Fabbrica Cultura è il percorso partecipativo che accompagna la candidatura di Colle di Val d’Elsa a Capitale Italiana della Cultura 2028. Un progetto condiviso con cittadine, cittadini e realtà locali, che mette al centro idee, visioni e desideri per il futuro della città. Dal 21 al 23 agosto, Piazza Unità dei Popoli si trasforma in un grande spazio di festa, musica e creatività: tre giorni di concerti, DJ set e street food per celebrare insieme il cammino fatto finora. Il festival è un invito a vivere la candidatura come esperienza collettiva, aperta e inclusiva. L’ingresso è gratuito.
Colle X: ascoltare il futuro
Colle X è il percorso che mette al centro le nuove generazioni, chiamandole a immaginare insieme il futuro della città. Attraverso iniziative come Pool X — tra musica, laboratori e giochi d’acqua — ed altri eventi in piazza, Colle di Val d’Elsa ha trasformato luoghi quotidiani in spazi di dialogo e creatività. Coinvolgere i giovani nella candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 non è solo un gesto simbolico. Musica, laboratori, dirette radio creano un clima informale dove ragazze e ragazzi possono esprimere desideri, visioni e idee sulla città del futuro. Un modo nuovo per interrogare i più giovani e coinvolgerli anche nella costruzione della candidatura.

UMoCA, l'arte contemporanea che dialoga con la città
L’UMoCA – Under Museum of Contemporary Art – è un museo d’arte contemporanea unico al mondo, ideato da Cai Guo-Qiang per Colle di Val d’Elsa nel 2001. Collocato sotto le arcate del ponte di San Francesco, nasce per dialogare con il contesto storico e naturale della città. Parte del progetto “Everything is Museum”, UMoCA trasforma uno spazio marginale in luogo d’arte e incontro. Restaurato nel 2022, è oggi un museo permanente e simbolo di connessione tra culture, passato e futuro. Fa parte della rete museale della città e uno dei luoghi e punti cittadini dove l’arte contemporanea dialoga e si ibrida con gli spazi cittadini.

G come Gore
A Colle di Val d’Elsa, le "gore" sono canali artificiali scavati fin dal Medioevo per incanalare l’acqua del fiume Elsa e alimentare mulini, ferriere, cartiere e vetrerie. Questo ingegnoso sistema idraulico ha sostenuto per secoli lo sviluppo produttivo della città, rendendola un centro manifatturiero di rilievo e anticipando forme di economia sostenibile. Ancora oggi, le gore raccontano la storia di una comunità che ha saputo valorizzare le risorse naturali con intelligenza e rispetto. Un patrimonio da riscoprire, simbolo del legame tra acqua, lavoro e innovazione.
Acqua
A Colle di Val d’Elsa l’acqua è storia, ingegno e paesaggio. Dalla Cisterna monumentale di Colle Alta si dirama un sistema di bottini sotterranei, che testimonia l’ingegnosità idraulica della città. L’acqua riaffiora in luoghi suggestivi come la fontana del Sorriso, accanto a Palazzo dei Priori. Le gore medievali hanno alimentato per secoli mulini, cartiere, ferriere e altre manifatture, pilastri dell’economia colligiana. Oggi il fiume Elsa, con il suo parco fluviale, è un’oasi naturale tra cascate, sorgenti termali e sentieri che attirano migliaia di visitatori, dalla Cascata del Diborrato alle risorgive de Le Caldane.

La Casa Torre di Arnolfo: tra memoria artistica e fascino medievale
Nel cuore di Colle Alta, alla fine di Via del Castello, sorge la Casa Torre di Arnolfo di Cambio, una delle poche torri superstiti che un tempo impreziosivano la città. Qui, intorno al 1245, nacque Arnolfo di Cambio, celebre architetto e scultore del Medioevo. L’edificio, in parte in pietra e in parte in cotto, domina la via sottostante e conserva il fascino austero delle strutture medievali. La torre custodisce oggi affreschi del maestro Gino Terreni, tra cui scene della battaglia di Colle del 1269. Si narra che da qui, la nobildonna senese Sapìa Salvani fu testimone della disfatta di Siena, episodio ricordato anche da Dante nel Purgatorio.
Giovanni Michelucci: architettura come spazio vivo nel cuore di Colle
Tra i maggiori architetti del Novecento, Giovanni Michelucci ha lasciato a Colle di Val d’Elsa un’opera che dialoga con il paesaggio e la città: la sede del Monte dei Paschi di Siena, realizzata tra il 1973 e il 1983 con Bruno Sacchi. Progettato come un edificio-città, la struttura si distingue per la sua articolazione fluida di spazi interni ed esterni, materiali diversi, terrazze accessibili e un forte richiamo alla dimensione pubblica. Un’opera sperimentale, aperta e contemporanea, capace ancora oggi di sorprendere per la sua visione urbana e sociale. Un raro esempio di architettura bancaria pensata come luogo di incontro e relazione.
Cristallo e tradizione: il tesoro di Colle
Colle di Val d’Elsa è conosciuta nel mondo come Città del Cristallo, titolo che affonda le radici nel 1331, quando iniziarono le prime produzioni di vetro. Evolutasi nel Novecento, oggi Colle realizza il 95% del cristallo italiano e il 15% di quello mondiale. Un’eccellenza portata avanti dal Consorzio del Cristallo e raccontata nel Museo del Cristallo, che ne custodisce storia, arte e design. Dai calici da degustazione alle opere simboliche, ogni pezzo riflette una sapienza artigianale tramandata nei secoli. Cristallo a Colle significa bellezza, precisione e identità, intrecciando tradizione e innovazione in ogni creazione.
Una tradizione viva, che fa del cristallo il cuore identitario e creativo della città.



